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AMERICAN CRIME STORY (L'assassinio di Gianni Versace) - Episodio 3

A Random Killing Ve lo dico subito: la rettitudine morale di Andrew Cunanan è il vero sale di questo show. Ciò è ampiamente dimostrato, come se ce ne fosse ancora bisogno, nella conversazione cruciale dell'episodio, ovvero quella tra lui e Lee Miglin di fronte al disegno del nuovo fallico grattacielo pensato dall'anziano, lo "Skyneedle". Lee dice a chiare lettere che vorrebbe creare una costruzione che ispiri "le persone a puntare in alto", laddove per "in alto" si intende, ad esempio, l'idea di sposare una donna vecchia maniera che ti permetta d'intrattenerti con (psico)giovani rampanti nei weekend, giusto? Guardate Andrew, invece. Lui fa ogni cosa per pura passione, la sua vita è impulso e, pertanto, un'infinita linea di coerenza. Non vi ho convinto? Andiamo ancor di più a fondo, allora: nulla di quel che fa Andrew è per soldi (eccetto il sesso a pagamento nella puntata precedente, il cui incasso era però stato rapid...
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AMERICAN CRIME STORY (L'assassinio di Gianni Versace) - Episodio 2

Manhunt Diciamo che siete Gianni Versace e che avete una malattia potenzialmente grave. Andate a fare delle analisi e, poco dopo, vi mettete a parlare con la dottoressa. La dottoressa, per quanto disincantata e composta possa essere diventata nel corso degli anni in cui ha esercitato, sicuramente del sincero dispiacere per la vostra situazione lo starà provando. Non è tanto; è impersonale, distante, flebile, ma il sentimento c'è. Ciò considerato, vi sembra proprio proprio necessario intristirla anche con la storia della morte della vostra sorellina in tenera età? Tanto vale, a questo punto, tentare di convincerla che la vita in generale ha un  significato vacuo e che, tramite il suo lavoro, non sta "salvando persone" ma al massimo "prolungando futili esistenze" . E poi, perché no, dalle il colpo di grazia: dille che si veste male. Insomma, Gianni, esprimere te stesso alle sfilate è un conto, ma all'ospedale serviva proprio? E a casa Versace,  n...

AMERICAN CRIME STORY (L'assassinio di Gianni Versace) - Episodio 1

The Man Who Whould Be Vogue So benissimo quel che vi è rimasto scolpito nella testa. A me non la fate. Sono perfettamente conscio del fatto che dell'omicidio, del killer, degli aneddoti calabresi, del persistente sole e della strabordante omosessualità di Miami beach, almeno per ora, ve ne importi meno di zero. Il punto qui è uno e uno soltanto. Lo so io, lo sapete voi: si tratta della pronuncia di Donatella Versace, ossia di Penelope Cruz. Che qualcuno riesca a sopportarla, posso anche crederci. Ma che dopo aver terminato la visione, quella specie di accento non si sia infilato nella vostra mente come una zanzara assertiva, questo mai. Ora, logica suggerirebbe di andare a reperire filmati della vera Donatella Versace, per verificare come parla in realtà e quindi comparare le due parti in causa. Facendolo, c'è un'alta probabilità che finirei per dare vita a pensieri come "Beh, ora capisco perché Penelope Cruz distorce la parlata in questo modo, ha studiato il cal...

BLACK MIRROR - Quarta Stagione, Episodio 6

Black Museum Avete presente quei film horror composti da più episodi, diretti spesso da più registi, che si giravano soprattutto tra gli anni 80 e i primi anni 90? Quelli che a momenti avevano un senso e a momenti ti davano l'impressione di essere degli sperimentali esercizi di stile o, nel peggiore dei casi, degli sperimentali aborti? Ecco, "Black Museum" mi ha riportato un pò a quel tipo di sensazione narrativa. E no, non è un bene. Come non di sovente in questa stagione, iniziamo trovandoci di fronte ad un’auto in viaggio. All'interno dell'abitacolo, questa volta, c'è Nish, una giovane donna dalla fronte alta. E' lì per fare benzina...o l'obiettivo è un altro? Chissà ... L'ambientazione è desertica e fin da principio viene fatto di tutto per farci percepire che se per caso, col passare dei minuti, assisteremo ad un personaggio che soffre particolarmente il caldo, non è di certo dovuto a strane macchinazioni ma semplicemente all'...

BLACK MIRROR - Quarta Stagione, Episodio 5

Metalhead Delle persone percorrono una strada, all'interno di un'automobile. Sono due uomini e una donna, intrappolati in uno stile d'inquadrature frenetico e in un'asfissiante fotografia bianco-nera. Devono recuperare uno scatolone, basandosi su una sigla scritta sulla mano. Ora, scopriremo alla fine dell'episodio che lo scatolone su cui indagano contiene solamente delle futili bambole e non dei fondamentali pezzi di ricambio. Ma come possiamo sapere che le bambole non sarebbero state altrettanto proficue? Le bambole, in tempi duri, si sa... I furboni decidono di dividersi. Uno di loro, quello bianco (non scassatemi la minchia, è la prima cosa che mi è venuta in mente per identificarlo), tenterà di azionare un furgoncino mentre gli altri due andranno ad impadronirsi dello scatolone, avventurandosi in un cupo edificio. Solo che qualcosa non quadra. Dopo aver ispezionato gli scaffali dello stabile infatti, preoccupati da un'eventuale agguato de...

BLACK MIRROR - Quarta Stagione, Episodio 4

Hang The DJ Prendiamo Tinder, estendiamolo ad un modello sociale creato su di lui, ma con delle sostanziali modifiche: non si può rifiutare un partner, le relazioni hanno una durata prestabilita e non si può uscirne, altrimenti arrivano i bodyguard e te ne torni "back in the app". Ci terrei a rimarcare un attimo quest'ultimo aspetto, perché non so se ci siamo capiti bene. Si sta dicendo che se vuoi fuggire, arrivano le guardie a gonfiarti di botte per costringerti a variare partner. Forse ancora non è chiaro: dei grossi palestrati verranno a minacciarti che "O continui a scoparti gente diversa per anni o qui finisce male". Ce sta de peggio , tutto sommato. E non è tutto. Non è questa l'unica caratteristica del Sistema (lo so, lo so, l'unico Sistema che conosci è quello delle schedine, tu sì che hai la battuta facile). Per muoverti con vera scioltezza glamour tra cene, appuntamenti, centri commerciali ed occasioni di esibizione pubblica, avra...

BLACK MIRROR - Quarta Stagione, Episodio 3

Crocodile Partiamo dalla fine. Ammetto di aver provato un certo sgomento quando ho scoperto che il Rammentatore funziona anche sugli animali. Voglio dire, avete la minima idea di cosa si potrebbe trovare nella memoria visiva delle mie galline se si andasse ad analizzarla? E’ che mi sentivo solo. Per fortuna è fantascienza. Continuando il viaggio della puntata a ritroso, devo dire che mi sarei comportato più o meno come la protagonista Mia e che la assolvo quasi completamente. Andiamo per ordine. Ha ucciso il neonato (d'accordo, beffa, era cieco, ma onestamente a chi sarebbe venuto in mente?) che, va detto, poteva benissimo farsi i fatti suoi, invece di mettere il naso in affari che non lo riguardavano. E ha sistemato il ragazzo dell'assicuratrice, altra mossa indispensabile, legittima. Quel che posso rimproverare alla nostra Eminem, a tal proposito, è l’aver impedito a quel povero disgraziato di finire il bagno caldo. E' da persone orrende giocare a fare Dio ...