Hang The DJ
Prendiamo Tinder, estendiamolo ad un modello sociale creato su di lui, ma con delle sostanziali modifiche: non si può rifiutare un partner, le relazioni hanno una durata prestabilita e non si può uscirne, altrimenti arrivano i bodyguard e te ne torni "back in the app".
Ci terrei a rimarcare un attimo quest'ultimo aspetto, perché non so se ci siamo capiti bene. Si sta dicendo che se vuoi fuggire, arrivano le guardie a gonfiarti di botte per costringerti a variare partner.
Forse ancora non è chiaro: dei grossi palestrati verranno a minacciarti che "O continui a scoparti gente diversa per anni o qui finisce male". Ce sta de peggio, tutto sommato.
E non è tutto. Non è questa l'unica caratteristica del Sistema (lo so, lo so, l'unico Sistema che conosci è quello delle schedine, tu sì che hai la battuta facile).
Per muoverti con vera scioltezza glamour tra cene, appuntamenti, centri commerciali ed occasioni di esibizione pubblica, avrai a disposizione una fantastica macchina da golf. Perché su Black Mirror il futuro è di casa. Auto ad energia solare? Veicoli volanti? Teletrasporto? Macché. Golf Cart.
A guidarci dentro questo -neanche troppo fantascientifico- universo è un altro fenomeno dalla battuta facile, il sagace Frank.
La parabola di Frank è piuttosto frustrante. Incontra Amy -la tipetta perfetta- e la cosa dura poco, lo fanno quindi passare ad una rompipalle dall'espressione perennemente disgustata (che si diverte a malapena con l'entrata sul retro) e poi a decine di altre e di altre e di altre donne ancora in quello che sembrerebbe essere un gioco a somma zero.
E' chiaro da subito che reincontreremo la donzella cacao più avanti, visto come siamo tutti costantemente "In cerca di Amy", secondo Kevin Smith.
Eppure, nel mezzo di ciò, nel mezzo di ristoranti tutti uguali, di lussuosi mini appartamenti tutti uguali, di auto da golf tutte uguali e di tamagotchi tutti uguali, qualcuno ce l'ha fatta. Qualcuno è arrivato fino in fondo.
Perché alla lunga il Sistema ti fa accoppiare con la tua anima gemella, per sempre.
Frank finisce infatti ad un surreale matrimonio dove i novelli sposi spronano la comunità ad avere "fiducia nel Sistema". Loro sono di un'importanza capitale, poiché costituiscono le prove viventi che la luce al fondo al tunnel è qualcosa in più di una mera illusione pubblicitaria.
Certo, si tratta di una coppia di trogloditi la cui intesa erotica si è probabilmente creata sulla condivisione del proprio ritardo mentale, ma il Sistema è riuscito a farli unire, proprio come succede, a quanto pare, nel 99,8% dei casi.
Questo è però insufficiente a dissipare i dubbi nella mente di Frank, che col passare degli anni si trova sempre più invischiato nel rimpianto di aver perso il treno che avrebbe potuto dare una svolta alla sua esistenza. Che dubito sia quello della carriera da cabarettista.
Ma si sa, il Sistema toglie e il Sistema dà. Col progredire della storia, gli viene riassegnata d'ufficio Amy, la sua prima partner, l'unica che riusciva a tollerare il suo odore a dir poco approssimativo. Stavolta le cose decollano.
Finalmente Frank inizia ad essere in pace con se stesso, ad accettare serenamente la realtà e a vivere ogni attimo senza fissarsi sullo scorrere del tempo. Questa vita borghese chiusa e limitante non è poi così male se il sesso funziona eh, Franco?
Solo che il tamagotchi necessita di attenzioni. E può capitarti di spingere il pulsante sbagliato. E magari 5 anni si trasformano di colpo in poche ore...
Poi, scusatemi, forse sarò io a farla facile, ma di fronte ad uno schermo che fa calare il tempo proprio perché lo stai guardando, non so.. Una soluzione potrebbe essere smettere di guardarlo, senza aspettare 200 ricalibrazioni, no? Che dici Frank?
Tant'è, la frittata è fatta. E dietro l'angolo c'è uno sviluppo ancora più sconvolgente ad attenderci. Si chiama glitch in the Matrix.
Mentre i piccioncini passano i loro ultimi momenti insieme al laghetto (in questa scena lei è ancora ignara del fatto che siano i loro ultimi momenti, mentre lui, sentendosi una merda, è ahimè privo del proverbiale spirito comico che lo contraddistingue) assistiamo al momento rivelatore: i sassi lanciati in acqua fanno sempre quattro rimbalzi. Ogni fottuta volta. "E se fossimo solamente le pedine di una simulazione?" aveva esclamato Amy ben prima di questa prova empirica. "E se la smettessi di fare sta faccia da faina perplessa?" si era chiesto Frank in tutta risposta, in quella conversazione cruciale.
Rispondendosi di no, evidentemente.
Il loro tempo a disposizione arriva a conclusione, di nuovo, e le loro strade tornano a dividersi. Senza prima farsi mancare una sceneggiata pubblica alle scale mobili dell'Ikea, comunque.
Che a quella non bisogna rinunciare mai.
Nonostante ciò i due, pur venendo ricatapultati nella girandola dei partner, continuano a sentirsi indissolubilmente legati e inizia a farsi largo in loro la volontà di ribellarsi al Sistema.
"Ora fuggiamo cazzo. Fanculo le cene, il golf e i matrimoni tra categorie protette; ora ci leviamo dalle palle e piuttosto che restare qui un secondo in più andiamo alla ricerca della strega di Blair" è il pensiero che dà loro forza.
Mettono quindi a punto un piano specifico.
In realtà no, perché sono degli inetti.
La fuga ha inizio, coi servizi segreti che però non tardano ad accorgersi delle loro intenzioni eversive. Il tentativo sembrerebbe stroncato sul nascere.
Se non fosse che il tempo circostante si blocca, permettendo ai due di andarsene via con agilità e provocando, con tutta probabilità, le ire del dittatore del caso. Perché mi rifiuto di credere che chi ha programmato una simulazione del genere non si sia preso due minuti per assegnare anche un'identità politica coerente al progetto.
In ogni caso, poco dopo Frank ed Amy vengono assorbiti dalla dimensione virtuale in cui erano rinchiusi e scopriamo che, proprio ribellandosi, si sono rivelati pienamente compatibili al Sistema stesso.
Perché se c'è una cosa peggiore di una società completamente narcotizzata e scevra di ogni libertà individuale significativa, è il dissenso pilotato. Oltre all'alito che deve aver avuto Frank al buffet del matrimonio, ovviamente.
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